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May 24 Racconto di una bambina che sembrava felice..
Un pianto di dolore che ancora bussa dentro, un grido che nessuno ancora può sentire..quattro mura che non riesce a buttare giù. Questa non è vita, è una prigione, la tua prigione, le tue paure, i tuoi lividi, i tuoi silenzi, la tua comprensione, il tuo sorriso, la tua ironia...ma dove sei? Dove stai andando anima fragile? Vuoi andare dove ancora non puoi andare, dove nessuno può coglierti così come sei. Dicono che noi siamo il nostro passato e che la felicità è fatta di piccole cose quotidiane, piccoli gesti ,che sembrano niente ma sono tanto; ma allora perchè ancora questa anima dolce non riesce a ritrovarsi di fronte a così tanta consapevolezza? Un abbraccio, un bacio, una carezza, uno sguardo possono essere il paradiso...possono essere la luna, l'emozione mai provata, ma non basta...e mai basterà per un'anima così inquieta. E' il dolore di una bambina che ha voglia di raccontarsi, che ancora grida dentro, che ancora non lascia spazio a questa donna : una bambina che sognava il ritorno di una mamma e la carezza del padre...un abbraccio...no...!no!!! noooo così tanta solitudine, così tanto vuoto. In tanti l'hanno amata, ma loro dov'erano? Erano li come delle sagome, come degli estranei ai suoi occhi, quando lei, la piccola, facilmente si accontentava di una caramella in cambio di una carezza, tanto per lei tutti erano buoni e nessuno poteva farle del male. Una carezza ...non quella di un padre, anche se poteva sembrare ma non lo era..Era lo "zio" come lei lo definiva,un vicino di casa..aaah quegli occhi azzurri quanto erano belli! Un uomo sicuramente più solo di lei; lei, piccola, ingenua, innocua e senza colpa..che giocava serenamente nella piazza sotto casa, e ogni tanto quello "zio" tanto generoso e amorevole la chiamava per le solite caramelle, quanto era felice! Interrompeva il suo gioco forse per iniziarle un'altro, ma lei non era stupida; quando lui le diceva di sedersi sulle sue gambe..lei si fidava..lui in fondo le voleva bene ,le accarezzava le gambe piano piano.....per lei era affetto e caramelle, ma attenta com'era capiva che per quei dolci c'era un prezzo caro da pagare: appena la bimba vedeva le sue mani tanto affettuose che giungevano in punti "proibiti", scappava via come un fulmine...ma alla fine quel gioco di "ottenere e non dare" le dava potere..le piaceva, piaceva alla "piccola seduttrice". Tanto ci ritornava ogni giorno e di nascosto.. da quegli occhi azzurri e quelle mani calorose. Nessuno l'ha salvata..lei voleva solo un pò d'amore e di attenzione...Tante belle figure, tante belle mamme intorno alla piccola bimba, ma non LEI, quella che più di tutte amava, adorava, richiamava. LEI ,l'unica, vera donna, che amava profondamente: ma LEI non la vedeva e la piccola si sentiva perennemente rifiutata da quella creatura meravigliosa,sempre elegante, sempre profumata, quanto amore per LEI. Grande lavoratrice, ammirata e stimata da tutti. Nella "donna nuova" tutto questo vuoto riemerge e loro non sanno quanto è grande il dolore di quella dolce anima. La piccola odiava tanto gli uomini, da averne quasi paura, forse perchè li ha conosciuti nel modo sbagliato, e non ha mai conosciuto veramente suo padre, anche da lui più volte non si è sentita accettata e amata. Ma c'era il padre di un'altra famiglia che ha pensato a lei, che le ha fatto conoscere e toccare qualcosa di peccaminoso, ma almeno la faceva sentire una principessa...L'unica famiglia in cui la piccola respirava amore e serenità e che si porta sempre nel cuore, non è la sua, ma quella della sua badante; che goia quella casa, tutti allegri sorridenti ...quanto l'hanno amata! Una famiglia unita ,unita e numerosa e quante volte ha dormito da loro..tanti sorrisi, tante coccole; la sua famiglia non le mancava per niente , anzi ,solo il pensiero di ritornare in quella "casa ubriaca" era per lei l'inizio del terrore e dell'angoscia più profonda, dove per l'ennesima volta si sarebbe rinchiusa dentro la sua stanzetta e come sempre avrebbe ricominciato a sognare...castelli, fate, principi, gnomi..e nessuno poteva salvarla...nessuno ....solo un piccolo gesto: un abbraccio di fiducia e amore. Ora , la "donna nuova" chiede alla bambina ,a cui l'infanzia è stata rubata, di lasciarla serena e in pace, perchè forse ora vorrebbe costruirsi la sua vita, e perchè no, credere di essere in grado di farsela da sè la famiglia che ha sempre desiderato, anche se non sarà perfetta come quella del mulino bianco, ma almeno sarà ricca di amore. Rubare l'infanzia ai bambini è come rubargli la cosa più bella che è stata loro donata: la vita. Un abbraccio Giuseppina Comments (13)
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